La premessa è doverosa: il mondo del sociale è sempre più legato a quello finanziario. Se rimane ben chiara la differenza tra un hollywoodiano Jordan Belfort (il Wolf of Wall Street di Di Caprio) e un novello Gandhi, è anche vero che oggi si può fare del bene facendo business. L’impresa sociale, insomma, non è più ferma al modello «povera ma bella». E non a caso negli ultimi anni si sono moltiplicate le attività economicamente sostenibili. In genere attraverso due approcci: quello delle startup e quello delle cooperative.

Sono i due soggetti scelti dall’Osservatorio Ubi Banca per realizzare l’analisi «Finanza e Terzo settore», nata per indagare la stato di salute delle aziende sociali e le loro necessità finanziarie. Ma soprattutto un aiuto a capire cosa fare per promuovere la crescita di questa fetta importante di economia nazionale. 

Coop autofinanziate

L’indagine offre una fotografia della cooperazione italiana a partire dalle prospettive sul 2018. Rispetto ai rapporti con il pubblico, per esempio, le imprese si aspettano un +7,6 per cento di entrate. Ma il balzo vero è atteso sul mercato, con un aumento previsto del 10 per cento. Ecco quindi la conferma di quel «crescente orientamento verso una domanda pagante diretta». Per evolvere però servono risorse ed è qui che entrano in gioco le banche. Cosa chiedono le cooperative? Emerge soprattutto una richiesta di servizi basati sulle tecnologie digitali Ict (Internet Banking, Pos, firma digitale) oltre al supporto per lo sviluppo di strumenti rivolti alla raccolta fondi. Un bisogno che può essere letto in controluce come una mancanza di competenze tecniche e finanziarie.

Quasi una cooperativa su 3 dichiara di conoscere gli strumenti di finanza a impatto sociale. Ma è una conoscenza sviluppata soprattutto attraverso il «passaparola» tra gli operatori del settore. Manca quindi un’informazione diffusa e capillare. In compenso aumentano le cooperative che si «reggono» solo sulle loro gambe: diminuiscono le richieste di finanziamento bancario sia a supporto dell’attività sia a sostegno degli investimenti. La strategia più diffusa è infatti l’autofinanziamento.

Cooperative sociali in crescita Cosa chiedono alla Finanza

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