Con l’uscita dal mondo della scuola, stanno infatti progressivamente aumentando le persone con disabilità che hanno bisogno di percorsi di inclusione attraverso il lavoro e che sempre più chiedono percorsi di qualità dove possano essere valorizzate le proprie competenze. 

Digitarlo è una delle possibili risposte: grazie alle competenze dei ragazzi coinvolti, unisce la tradizione del legno (il tarlo nel nome stesso) alle nuove tecnologie digitali per la trasformazione di immagini e video da formato cartaceo/pellicola a file multimediali, stampa su legno e tanto tanto altro. 

“Questa donazione rappresenta anche l’inizio di una collaborazione – commenta Laura Stanghellini- perché ha permesso a realtà di natura diversa di conoscersi e trovare punti in comune, in primis l’obiettvo condiviso del lavoro. Ci auguriamo che, anche attraverso la nostra prossima adesione al Gruppo Imprese, il mondo profit e no profit possano creare legami e meccanismi virtuosi, sia per le persone direttamente coinvolte, ma anche per tutta la comunità. In questa sfida non possiamo camminare da soli: per questo crediamo che sia importante creare nuove relazioni fra aziende, terzo settore, enti pubblici e privati, cittadini stessi”.

“Da parte nostra – dice Giuseppe Iotti, presidente del GIA – siamo felici intanto di collaborare all’inserimento al lavoro di persone svantaggiate, nell’ottica di una responsabilità sociale d’impresa non solo sbandierata ma, da imprenditori, realizzata nel concreto. Il fatto poi che La Bula abbia scelto di associarsi anche al GIA ci riempie di orgoglio, per essere stati riconosciuti come un’associazione capace di dare un valore aggiunto anche a questo tipo di realtà che, in ultima analisi, devono essere e sono anche vere e proprie aziende, seppur orientate al no profit”.

Digitarlo percorso di inclusione di persone con disabilita’ attraverso il lavoro

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